Un racconto lungo e caldo dei miei Natali d’infanzia: la Vigilia caotica e perfetta, i volti degli zii, le carte, i curujicchji, le serenate, il sorriso di nonna Lina che illuminava tutto. Una memoria che non torna più, ma che non se ne va.
Un ricordo d’infanzia dolcissimo, legato a una donna semplice e piena d’amore: la vicina di casa che sapeva scaldarti il cuore…
Una passeggiata con zio Carmelo per prendere l’acqua alla fontana a Lafri, tra piante, silenzio e piccoli riti di famiglia.