Un racconto lungo e caldo dei miei Natali d’infanzia: la Vigilia caotica e perfetta, i volti degli zii, le carte, i curujicchji, le serenate, il sorriso di nonna Lina che illuminava tutto. Una memoria che non torna più, ma che non se ne va.
Un ricordo d’infanzia dolcissimo, legato a una donna semplice e piena d’amore: la vicina di casa che sapeva scaldarti il cuore…
Michele Dileo, poeta in vernacolo: con Pirruncejati tramanda radici, tarantelle e versi antichi, custode della memoria calabrese.
Un racconto crudo, profondo e autentico su cosa significa amare davvero la Calabria. Tra silenzi, sacrifici e bellezza: la verità delle radici.
Un tuffo nei ricordi delle notti estive a Sant’Onofrio, tra partite sul terrazzo, cugini, risate e un Super Santos arancione.
Una passeggiata con zio Carmelo per prendere l’acqua alla fontana a Lafri, tra piante, silenzio e piccoli riti di famiglia.
Il ricordo tenero e malinconico di una figura speciale per me. Tra caramelle Rossana, Giganti e occhi profondi come il mare.
Una giornata di sole, mare e famiglia a Pizzo Calabro, tra jukebox, panini calabresi e tuffi che non finiscono mai.